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		<title>Addio alle ricevute Pos: cosa cambia per negozi e locali dal 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Bgsm &#38; Partners]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 09:12:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Basta carta, non c&#8217;è più l&#8217;obbligo di conservare gli scontrini per dieci anni: pagamenti tracciati digitalmente e meno burocrazia per tutti 23 Feb 2026 &#8211; 12:06 Basta faldoni pieni di scontrini sbiaditi e ricevute Pos conservate per anni nei cassetti. Con il nuovo decreto Pnrr approvato dal governo, cambia una prassi che per oltre un decennio [&#8230;]]]></description>
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<p class="font-ui text-base-relaxed font-medium lg:text-base-snug text-black wrap-break-word" data-testid="text-container">Basta carta, non c&#8217;è più l&#8217;obbligo di conservare gli scontrini per dieci anni: pagamenti tracciati digitalmente e meno burocrazia per tutti</p>
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<div class="hidden lg:flex">23 Feb 2026 &#8211; 12:06</div>
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<p>Basta faldoni pieni di scontrini sbiaditi e ricevute Pos conservate per anni nei cassetti. Con il nuovo <strong>decreto Pnrr </strong>approvato dal governo, cambia una prassi che per oltre un decennio ha pesato su cittadini e imprese: stop all&#8217;obbligo di conservare per 10 anni le ricevute cartacee dei pagamenti elettronici. Una svolta che si inserisce in un contesto in cui i pagamenti digitali crescono senza sosta. Secondo elaborazioni di <strong>Confesercenti </strong>su dati ufficiali, nel 2025 i Pos attivi in Italia hanno raggiunto quota 3,87 milioni, in aumento rispetto ai 3,75 milioni del 2024. Il Paese accelera verso la digitalizzazione e ora anche la burocrazia prova a stare al passo.</p>
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<h2 class="font-ui text-base-snug font-rti-semibold inline after:content-['_-_'] wrap-break-word" data-testid="paragraph-inline-title">Cosa prevede il decreto Pnrr sulle ricevute Pos?</h2>
<div class="font-lato text-base-loose font-normal html-paragraph-content inline wrap-break-word" data-testid="paragraph-text">
<p> La novità principale è l&#8217;eliminazione dell&#8217;obbligo di conservazione delle ricevute cartacee emesse dai terminali Pos per pagamenti con carte di credito, debito o prepagate. Non sarà più necessario conservare per 10 anni la ricevuta del Pos, restano invece obbligatori scontrini, fatture e ricevute fiscali. La prova del pagamento potrà essere fornita tramite documentazione bancaria, anche digitale. Il decreto stabilisce infatti che le comunicazioni inviate da banche e intermediari finanziari &#8211; comprese quelle in formato elettronico &#8211; possono sostituire le ricevute cartacee, purché contengano tutte le informazioni relative alla singola operazione e siano pienamente consultabili.</p>
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<h2 class="font-ui text-base-snug font-rti-semibold inline after:content-['_-_'] wrap-break-word" data-testid="paragraph-inline-title">Perché l&#8217;obbligo era considerato superfluo?</h2>
<div class="font-lato text-base-loose font-normal html-paragraph-content inline wrap-break-word" data-testid="paragraph-text">
<p> Le<strong> ricevute Pos </strong>non sono documenti contabili. Rappresentano solo una prova di pagamento e non sono necessarie per la redazione del bilancio o per la dichiarazione fiscale. L&#8217;obbligo di conservarle per 10 anni derivava dall&#8217;articolo 2220 del Codice civile, che disciplina la conservazione delle scritture contabili. Tuttavia, applicarlo anche alle ricevute Pos era ritenuto da molte associazioni di categoria un aggravio burocratico non strettamente necessario. La misura ha lo scopo di semplificare gli adempimenti per imprese e cittadini. Basteranno gli<strong> estratti conto </strong>per dimostrare il pagamento, anche quando una detrazione fiscale è vincolata alla tracciabilità. Questo significa che, ad esempio, per usufruire di detrazioni nel <strong>modello 730</strong>, non sarà più necessario allegare o conservare la ricevuta del Pos se il pagamento risulta tracciabile attraverso lo scontrino e i movimenti bancari.</p>
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<h2 class="font-ui text-base-snug font-rti-semibold inline after:content-['_-_'] wrap-break-word" data-testid="paragraph-inline-title">Cosa cambia per il 730 e per i pagamenti verso la Pubblica amministrazione?</h2>
<div class="font-lato text-base-loose font-normal html-paragraph-content inline wrap-break-word" data-testid="paragraph-text">
<p> Per le detrazioni fiscali sarà sufficiente conservare lo scontrino o la fattura, che già riportano l’indicazione della modalità di pagamento tracciabile. Importante novità anche per i pagamenti verso la Pubblica amministrazione effettuati tramite piattaforme elettroniche come <strong>pagoPA</strong>: l’amministrazione dovrà verificare l’avvenuto pagamento consultando i propri flussi informatici o quelli della piattaforma nazionale, senza poter chiedere al cittadino l’esibizione della ricevuta cartacea, neppure ai fini fiscali.</p>
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<h2 class="font-ui text-base-snug font-rti-semibold inline after:content-['_-_'] wrap-break-word" data-testid="paragraph-inline-title">Come funzionerà il collegamento tra Pos e registratori telematici?</h2>
<div class="font-lato text-base-loose font-normal html-paragraph-content inline wrap-break-word" data-testid="paragraph-text">
<p> La vera rivoluzione è partita dal 1° gennaio 2026: è scattato l&#8217;obbligo di collegare i Pos ai registratori telematici che trasmettono i corrispettivi all&#8217;Agenzia delle Entrate. L&#8217;obiettivo è far dialogare pagamenti elettronici e vendite certificate, riducendo eventuali discrepanze tra incassi e dichiarazioni fiscali. Il collegamento avverrà online, tramite l&#8217;area riservata del sito dell&#8217;Agenzia; non richiederà un collegamento fisico tra dispositivi; potrà essere effettuato dall&#8217;esercente o da un intermediario (come il commercialista). Per i Pos già installati, l&#8217;abbinamento dovrà avvenire entro 45 giorni dall’attivazione del servizio online. Per i nuovi dispositivi, saranno previste finestre temporali specifiche.</p>
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<h2 class="font-ui text-base-snug font-rti-semibold inline after:content-['_-_'] wrap-break-word" data-testid="paragraph-inline-title">Chi è obbligato ad adeguarsi?</h2>
<div class="font-lato text-base-loose font-normal html-paragraph-content inline wrap-break-word" data-testid="paragraph-text">
<p> L&#8217;obbligo riguarda tutti i soggetti che certificano i corrispettivi con registratore telematico e accettano pagamenti elettronici. Sono inclusi: Pos tradizionali da banco; terminali mobili; dispositivi collegati a tablet o smartphone; sistemi virtuali integrati nei gestionali; piattaforme e-commerce collegate alla certificazione dei corrispettivi. In pratica, ogni metodo di incasso elettronico legato a vendite certificate dovrà essere collegato.</p>
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<h2 class="font-ui text-base-snug font-rti-semibold inline after:content-['_-_'] wrap-break-word" data-testid="paragraph-inline-title">Qual è la roadmap verso lo scontrino completamente digitale?</h2>
<div class="font-lato text-base-loose font-normal html-paragraph-content inline wrap-break-word" data-testid="paragraph-text">
<p> Il superamento dell&#8217;obbligo cartaceo non si ferma alle ricevute Pos. Il Parlamento ha tracciato una tabella di marcia più ampia:<br />
1° gennaio 2027: adeguamento per la grande distribuzione.<br />
1° gennaio 2028: estensione agli operatori con volume d’affari superiore a una soglia stabilita.<br />
1° gennaio 2029: coinvolgimento di tutti gli altri esercenti.</p>
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<p>L&#8217;obiettivo finale è la progressiva dematerializzazione degli scontrini, con una gestione interamente digitale dei corrispettivi. Per il Fisco, invece, un controllo più automatizzato e incrociato.</p>
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		<item>
		<title>Operazioni straordinarie transnazionali &#8211; Novità</title>
		<link>https://www.bgsm.it/operazioni-straordinarie-transnazionali-novita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bgsm &#38; Partners]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Jun 2025 07:14:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 143 del 23 giugno 2025, il decreto legislativo n. 88 del 19 giugno 2025, recante disposizioni integrative e correttive al D. Lgs. 19/2023, di attuazione della Direttiva (UE) 2019/2121, che modifica a sua volta la Direttiva (UE) 2017/1132relativamente alla regolamentazione delle trasformazioni, fusioni e scissioni transfrontaliere. Il decreto legislativo propone interventi correttivi che nascono dalle criticità emerse [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 143 del 23 giugno 2025, il <a href="https://www.dirittobancario.it/wp-content/uploads/2025/06/Decreto-Legislativo-19-giugno-2025-n.-88-estratto-della-Gazzetta-Ufficiale.pdf" target="_blank" rel="noopener">decreto legislativo n. 88 del 19 giugno 2025</a>, recante disposizioni integrative e correttive al <a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2023;19.000" target="_blank" rel="noopener">D. Lgs. 19/2023</a>, di attuazione della Direttiva (UE) 2019/2121, che modifica a sua volta la <a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:02017L1132-20220812" target="_blank" rel="noopener">Direttiva (UE) 2017/1132</a>relativamente alla regolamentazione delle trasformazioni, fusioni e scissioni transfrontaliere.</p>
<p>Il decreto legislativo propone interventi correttivi che nascono dalle criticità emerse nel primo periodo applicativo, e mirano a semplificare ulteriormente le procedure e chiarire i passaggi procedurali che devono essere effettuati per l’esito favorevole dell’operazione transfrontaliera o internazionale.</p>
<p>Inoltre, sarà consentito alle società integrare i dati mancanti necessari per il positivo superamento del controllo di legalità da parte del notaio, nonché per conseguire l’iscrizione nel registro delle imprese come società di diritto italiano.</p>
<p>Tra le modifiche si segnalano in particolare:</p>
<ul>
<li>l’ampliamento della definizione di “beneficio pubblico” valida ai fini del predetto decreto legislativo, per ricomprendervi anche gli interventi di sostegno pubblico per lo sviluppo delle attività produttive che non sono censiti nel Registro nazionale degli aiuti di Stato, ex art. 52 L. 234/2012 ma che sono assoggettati a forme di pubblicità diverse dalla iscrizione in un pubblico registro</li>
<li>l’estensione del campo di applicazione della disciplina delle operazioni transfrontaliere alle società di persone ed agli enti non societari, prevedendo per tali soggetti semplificazioni di tipo procedurale, disponendo l’applicazione della disciplina delle operazioni transfrontaliere alle operazioni internazionali, salvo alcune eccezioni</li>
<li>la previsione per cui, con riferimento alle norme applicabili alla trasformazione, in caso di conflitto tra la legge dello Stato di origine e quella dello Stato di destinazione, prevale la legge di quest’ultimo per quanto concerne gli adempimenti richiesti per l’attuazione della trasformazione, che devono essere realizzati successivamente al rilascio del certificato preliminare</li>
<li>la previsione per cui, tra le informazioni che devono essere inserite nel progetto di trasformazione, devono essere compresi anche i benefici pubblici e i benefici pubblici localizzati che la società ha ricevuto nei cinque anni anteriori alla pubblicazione del progetto, e che tali informazioni devono comprendere anche l’indicazione della loro entità e dei soggetti che li hanno erogati</li>
<li>la previsione per cui, quando dalle fusioni transfrontaliere risulti una società regolata dalla legge di altro Stato, nella relazione dell’organo amministrativo destinata ai soci e ai dipendenti devono essere inserite ulteriori informazioni (ex art. 30, c. 6, D. Lgs. 19/2023) circa i benefici percepiti</li>
<li>la sostituzione dell’art. 30 del D. Lgs. 19/2023, in materia di certificato preliminare in caso di debiti e benefici pubblici in caso di fusioni transfrontaliere</li>
<li>la ridefinizione dell’Allegato I, che definisce le modalità di documentazione e certificazione dei debiti, per cui:
<ul>
<li>i debiti tributari previsti dall’art. 30, c. 4, lett. a), sono documentati con la certificazione rilasciata dall’Agenzia delle entrate</li>
<li>i debiti previdenziali e per premi assicurativiprevisti dall’art. 30, c. 4, lett. a), sono documentati con la certificazione dell’ INPS ed INAIL, su richiesta del debitore o del tribunale, attraverso il rilascio di un certificato unico</li>
<li>le sanzioni amministrative pecuniarie dipendenti da reato previste dall’art. 30, c. 4, lett. b), sono documentate con il certificato previsto dall’art. 31 D.P.R. 313/2002 (certificato dell’anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dell’anagrafe dei carichi pendenti degli illeciti amministrativi dipendenti da reato)</li>
<li>i debiti per la restituzione di aiuti di Stato previsti dall’art. 30, c. 4, lett. e), sono documentati con la visura che ne attesta l’inserimento nell’elenco di cui all’art. 52, c.2, lett. d), l. 234/2012 (Registro nazionale degli aiuti di Stato istituito presso il Ministero dello sviluppo economico – elenco dei soggetti tenuti alla restituzione degli aiuti incompatibili dei quali la Commissione europea abbia ordinato il recupero)</li>
</ul>
</li>
<li>la riformulazione dell’art. 40 del D. Lgs. 19/2023, concernente gli obblighi di informazione e consultazione delle rappresentanze sindacali (RSA/RSU) o, in loro assenza, dei dipendenti delle società di diritto italiano in ordine all’impatto giuridico ed economico dell’operazione (di fusione, scissione o trasformazione) sui rapporti</li>
</ul>
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			</item>
		<item>
		<title>Le nuove responsabilità degli amministratori</title>
		<link>https://www.bgsm.it/le-nuove-responsabilita-degli-amministratori/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bgsm &#38; Partners]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Dec 2024 15:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="ead-preview"><div class="ead-document" style="position: relative;padding-top: 90%;"><div class="ead-iframe-wrapper"><iframe src="//docs.google.com/viewer?url=https%3A%2F%2Fwww.bgsm.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2024%2F12%2FLe-nuove-responsabilita-degli-amministratori.pdf&amp;embedded=true&amp;hl=en" title="Embedded Document" class="ead-iframe" style="width: 100%;height: 100%;border: none;position: absolute;left: 0;top: 0;visibility: hidden;"></iframe></div>			<div class="ead-document-loading" style="width:100%;height:100%;position:absolute;left:0;top:0;z-index:10;">
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			</item>
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		<title>Sostenibilità, dai Commercialisti un documento sui fattori ESG nella valutazione d’azienda</title>
		<link>https://www.bgsm.it/sostenibilita-dai-commercialisti-un-documento-sui-fattori-esg-nella-valutazione-dazienda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Bgsm &#38; Partners]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Aug 2024 16:18:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="ead-preview"><div class="ead-document" style="position: relative;padding-top: 90%;"><div class="ead-iframe-wrapper"><iframe src="//docs.google.com/viewer?url=https%3A%2F%2Fwww.bgsm.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2024%2F08%2FGUIDA-I-FATTORI-ESG-NELLA-VALUTAZIONE-DAZIENDA.pdf&amp;embedded=true&amp;hl=en" title="Embedded Document" class="ead-iframe" style="width: 100%;height: 100%;border: none;position: absolute;left: 0;top: 0;visibility: hidden;"></iframe></div>			<div class="ead-document-loading" style="width:100%;height:100%;position:absolute;left:0;top:0;z-index:10;">
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